mercoledì 31 ottobre 2007

Happy Halloween





Ciao Carissimi.

Anche il mio Blog, seppur neonato, già fa vedere di aver ereditato qualcosa dal Papà: il Fancazzismo.

Indi si farà qualche gg di ferie pure lui :)

Vi auguro Buon Halloween ricordandovi che domani è il giorno dei Santi (ditelo ai bimbi, magari tra una zucca e un dolcetto se lo saranno scordati) e dopodomani il giorno in cui si commemorano i nostri defunti...

Bacioni e fate i bravi
Krs

Colonna Sonora: Black Sabbath
- Sabbra Cadabra (da Sabbath Bloody Sabbath 1973) Watch and Listen

lunedì 29 ottobre 2007

FRAMMENTI DI VITA - VOL.1

Il linguaggio delle donne, si sa, è prezioso e racconta molto dalla persona in questione...

Ormai quando ci si sente con Lei c'è sempre un incendio in arrivo.

Lo stesso è capitato sabato sera
Sì sa, buona parte delle sue parole non le lascio cadere nel vuoto.

Però questa 'sta frase ha rischiato di andar persa:

"Piantala con queste ipotesi deliranti frutto della tua testolina marcia! Insistere su 'sta cosa... sei masochista allora!"

Ma se non sono né amore né amico, perché preoccuparsi del masochismo del sottoscritto?

Mah, le donne...

Colonna Sonora: Annie Lennox - Ev'ry Time We Say Goodbye (1991) (Watch & Listen)

venerdì 26 ottobre 2007

Di Antilopi e di Ipocriti




Lo so, chi mi conosce non si stupirà.

Forse nel buttarla subito sul Politicamente Scorretto darà fastidio ma pazienza...


Dunque, il Rugby: non starò a far della retorica su quanto bellopurogenuinoconspiritodisquadra sia questo sport.

Chi ama il rugby già lo sa, chi non lo ama se ne fotte: al massimo e a chi non lo conosce al massimo lo ribadisco.
Il problema è che in questi giorni parlar di Rugby è anche parlare di politica.

Pochi giorni fa la nazionale del Sud Africa ha vinto i campionati mondiali.

I mitici Springboks, già... Li ho sempre associati all'immagine da sogno che mi ero fatto del paese di appartenenza. Uno dei miei "miti"...

Occorre una parentesi: non starò a sindacare su cosa sia stato e cosa abbia rappresentato l'Apartheid in Sud Africa.

Men che mai esprimerò il mio pensiero filosofico sul concetto di "Apartheid" e di "comunità separate" perché richiederebbe uno o più post a sé. Farlo in breve liquiderebbe il tutto con reazioni tra il superficiale e lo stizzito. Inoltre il tema viene spesso liquidato con le solite beceraggini post-coloniali e/o antirazziste quanto il dibattito su comunità fuse o separate è un tantinello più complesso a prescindere dall'ideologia di ciascuno,sia chiaro.

Tuttavia chiederei per un attimo di focalizzarvi su cosa sia stato il Sud Africa e cosa dovrebbe diventare. Uno stato per tutti. Appunto. Cosa c'entra il Rugby direte voi. Ecco qui:

Arriva un Coach, tale Jake White (nomen omen, viste le accuse che gli verranno mosse) e riesce a far vincere al Sud Africa il mondiale a 12 anni dal primo (per giunta vinto in casa con annessi e connessi politici).

Il buon White fa quello che deve fare un buon allenatore, ovvero mettere in piedi uno squad da urlo.

I giocatori di colore sono pochi ma buoni, e Bryan Habana è stato proclamato giocatore dell’anno.

La disparità "etnica" è naturale visto che a tutt’oggi i ragazzi di colore in Sud Africa preferiscono altri sport (calcio in primis) al rugby, essendo quest'ultimo da sempre più “elitario” e visto come “bianco” (indi spesso odiato) senza contare le strutture organizzative nelle aree più "nere"(decisamente più carenti).

In altre parole molti, compreso il presidente sudafricano Mbeki, premono perché venga cacciato White.

Il presidente: un po’ come se Napolitano non avesse un cazzo di meglio da fare che scavalcare la Melandri chiedendo di cacciare Lippi, per dire.

Sìssì!

Un presidente che invece di badare al genocidio di un popolo all’interno del paese (quello boero), alla tragedia dell’AIDS o il tasso di criminalità tra i più alti al mondo pensa al Rugby...

E si mette in discussione White per quale motivo? Le quote nere.

Da una parte, lo so, si leveranno le risate. Dall'altra qualcuno dirà "però".

Già: in un paese in cui i neri costituiscono quasi il 90% della popolazione si chiedono “quote nere”.

L’ipocrisia opera su più livelli. Gustifichiamoci:

Le quote (pensate agli Stati Uniti e a contesti più “seri” quali istruzione e lavoro) da che mondo e mondo esistono per tutelare le minoranze, e se il Sud Africa post – apartheid ha ancora tanti problemi non saran certo risolvibili con queste pagliacciate.

Queste bagatelle servono come specchietto per le allodole nei confronti dell'opinione pubblica, un modo per distrarsi dal fallimento della classe dirigente post-aparheid, bianca o nera che sia.

Mbeki ha più volte sostenuto gli Springboks debbano rappresentare etnicamente il Sud Africa,una sorta di carro da parata per la sua politica insomma.

Qualcosa non torna: se la popolazione bianca è più o meno il 10% del totale gli Springboks, per rappresentare “Etnicamente il paese”, dovrebbero diventare come i Bafana Bafana (la loro nazionale di calcio): una nazionale pressoché completamente di colore. E’ davvero quel che vuole Mbeki?

No: la scelta politica voleva in squadra (leggi titolari) almeno 6 giocatori di colore*.

Un semplice ricatto politico ideologico: il livello dei giocatori di colore è mediamente molto più basso, ma non è certo sbattendoli in nazionale per “decreto” che si riuscirà ad innalzarlo.

Perché, da che mondo e mondo, una nazionale di sfigati non sarà mai un esempio utile per avvicinare a uno sport i giovani di colore (qui si parla di Rugby,ma vale pure per tutti gli altri) semmai una nazionale vincente dove i giocatori di colore sono pochi ma certamente forti e meritevoli di farne parte,quella sì.

Perché non investire in questi giovani entusiasti invece che nelle mezze chiaviche di giocatori attuali? Semplice: ipocrisia.

Quella di Mbeki si riassume nella frase: “Credo che ci si possa permettere di perdere una o due partite, per centrare l' obiettivo della trasformazione razziale della squadra”. Una dichiarazione di questo tipo è una pirlata da competizione per chiunque conosca il rugby, e per chi non lo conosce l’ipocrisia è comunque rilevabile dal non aver Mbeki ottenuto la testa di White prima dei mondiali e lì farvi giocare la squadra “etnicamente costruita”?

Evidentemente vincere il Mondiale, quote o non quote, era comodo.

Tempo indietro (anni fa ormai) ricordo un politico assai critico nei confronti di una squadra nazionale di calcio poiché anch’essa etnicamente composta in gran parte da minoranze. All’epoca forse non ci scandalizzammo?

Di cosa stiamo parlando?

Risposta: un misto di sensi di colpa post coloniali (che fa sì, in virtù di quel passato, di espiare con storture nel presente) e (ripeto) ipocrisia.

Per dirne una: non è forse ipocrita berciare per una maggiore rappresentanza di nazionali africane nelle competizioni internazionali consapevoli che il livello sia più basso per colpa di una sorta di Neocolonialismo sportivo?

Molte nazionali (Francia in primis) non saccheggiano forse il continente africano dei loro talenti sportivi? Fanno forse qualcosa per incentivarli a giocare nei paesi di cui sono spesso originari accrescendo il livello del calcio africano?

No: quei calciatori arabi o di colore fanno comodo per dimostrare quanto buoni e bravi siamo, noi bianchi, perché loro diventano “dei nostri”,nè più nè meno di noi.

Perché riusciamo a farci belli davanti al mondo ogni 2 o 4 anni.

Pazienza se chi è come loro ma non è bravo con un pallone tra le mani e i piedi lo si tratta di merda e lo si confini nelle periferie delle città,no?

L'immagine (con un campionato mondiale vinto) è salva no?

Allora il principio,speculare, vale per il Sud Africa: i neri sono stati oppressi ed i bianchi sono colpevoli. Giusto paghino anche qui.

E lo dico senza ironia: se il Sud Africa vuole gestire etnicamente le proprie squadre sportive cacci via a pedate tutti i giocatori bianchi. Più onesto, più coerente, e, portando l'esempio ad un estremo, più giusto no?

Se le rivincite coloniali vanno prese così, che si prendano fino in fondo, senza l’ipocrisia delle quote.

Tanto gli atleti di colore continueranno ad essere i più forti nella pallacanestro e nelle corse dell’atletica leggera (per dirne un paio), e nessuno in USA obietterà siano la maggioranza nei campi e nelle piste pur non essendolo nelle popolazione, perché sono DAVVERO i più grandi.

E se qualcuno si attacca ancora alla storiella dello "Sport Elitario" si ricordi che anche il più grande campione dello Sport Elitario per antonomasia è di colore.

E nessuno gli ha fatto troppi sconti.

Gli Springboks edulcorati non li voglio, teneteveli pure.

Spero che i “cattivi” vadano a giocare per la Namibia.

Almeno così avrò una nazionale di Rugby africana decente per la quale tifare anch'io...


*(nel Rugby Union, quello più diffuso a livello mondiale, la formazione schierata è di 15 elementi).



Colonna Sonora: Eddy Grant:
Gimme Hope Joanna (1988) (Watch & Listen)

giovedì 25 ottobre 2007

Risorse Umane - (2da puntata)




Ah già!

La ricerca del lavoro. Non starò qui a tirare in ballo le solite lagne contro Treu o Biagi.

Sinceramente non me ne frega un cazzo di queste polemiche, e star qui a fare il tirassegno su di loro a mio avviso equivale ad accusare della pioggia a dirotto l'ambulante senegalese che mi ha venduto un ombrello rotto. Punto.

Parliamo un attimino delle varie agenzie di Lavoro.
In un mondo che cambia è probabile la loro esistenza sia necessaria, tant'è che non starò qui a criticare manco quella.

Ma il funzionamento, quello sì.

E' normale che, a livello di grossi gruppi (non faccio nomi, ma penso bene o male li si conosca tutti, o almeno qualcuno), ciascuna catena operi in maniera diversa dall'altra.

Logico no? Altrimenti non avrebbe senso averne a decine anziché un paio.

Quel che non concepisco è come le filiali dello stesso gruppo non interagiscano un cazzo l'una con l'altra.

Trovandomi ancora nella necessità di cercare un lavoro, e ricominciando a studiare a Pavia (città capoluogo) ho pensato di estendere la ricerca d'impiego anche in quella zona, anziché esclusivamente nel sud della provincia in cui risiedo.

Sapete: ogni tanto mi desto dal torpore mentale, per questo iniziai a chiedermi perché le ipotesi di lavoro e le convocazioni per eventuali colloqui arrivassero solo dalla città natia e zone limitrofe. Eppure ho sempre specificato la disponibilità a muovermi in un certo raggio di chilometri da casa.

All'epoca (ancora un lavoro ce l'avevo) la cosa non rappresentò per me un grosso problema, ma mi ritrovai a scoprire una chicca non indifferente: le agenzie di lavoro non si passavano praticamente mai offerte a zone limitrofe,salvo richiesta specifica del cliente.

In breve: se a Pavia l'azienda X cerca un impiegato con un profilo Y affidandosi all'agenzia Z la filiale Pavese di Z col cazzo che avvisa le consorelle della provincia.

Per cui un povero disgraziato che abita a un quarto d'ora di treno e per quel posto si proporrebbe volentieri si ritrova tagliato fuori in partenza.
Tempo di saperlo ed il posto è già occupato, magari da uno che vive ancor più distante ma per puro caso l'ha scoperto prima di te.

E meno male che non parliamo di Metropoli con più filiali...
Se volessi affidarmi a loro per cercare lavoro a Milano come farei?

In breve.
Ora mi tocca rifare tutta la via Crucis delle agenzie di lavoro di Pavia,poiché le consorelle della mia città col cavolo gli passeranno dati (né a Pavia faranno un passo in più per averli) e, soprattutto, ci sarà sempre qualcuno più veloce di te...

Krs


Colonna Sonora: Iron Maiden - Be Quick or Be Dead (da Fear of the Dark 1992) (Watch & Listen)

mercoledì 24 ottobre 2007

Risorse Umane - (1ma puntata)




Giusto per restare in tema e pian piano scoprire il Krs che gestisce 'sto blog...

Che razza di brutto soggetto sia insomma.

Approfondiamo il tema "lavoro"

Sono laureato (con lode) e fin qui tutto bene.

Subito dopo la laurea scartai a priori l'idea di levarmi dalle balle ed emigrare da qualche parte:in questo senso USA, Regno Unito e Spagna fecero la parte del leone nell'ambito proposte/ipotesi.

All'epoca pensai (evidentemente sbagliando) che la possibilità di una carriera lavorativa nel paese in cui sono nato e di cui ho imparato a sopportare molti bizantinismi socialculturalburocratici sarebbe stata la cosa giusta. Possibilità che tardò ad arrivare.

Ero arrivato sul punto di andarmene davvero (la meta sarebbe stata la Spagna) dopo quasi un anno di attesa quando per il rotto della cuffia mi arriva un'offerta da una multinazionale, la filiale qui nella mia natia città!

"Che culo" (pensai) "conviene prenderla al volo!"

Ovviamente fu la cappellata numero due, non tanto per il contratto che mi strasfruttava sottopagandomi (a me, dopo la laurea, interessava soprattutto dare una scossa al C.V.), quanto piuttosto perché ancora non conoscevo il mondo del lavoro nell'ambito delle grandi aziende.
Luoghi dove, citando un mio collega, la tendenza è più quella di far politica e Public Relations che altro.

Dimostrazione? Bene:i geniacci, ebbero il "buon gusto" di spostare nel mio ufficio una collega di un altro reparto al rientro dalla maternità, per cui,con la scadenza del secondo semestre di contratto alle porte (giugno 2007), il mio destino si trovò segnato.

Il mio ufficio era (e credo sia tuttora) carente di personale rispetto al carico di lavoro,il che non vuol dire automaticamente incrementare il personale.
Spesso si tende a spremere di più quel che già si ha.

Qualcuno potrebbe giustamente farmi notare che le esigenze di ufficio erano state coperte in maniera intelligente e che è più sensato mantenere in azienda una persona che già ci lavora da anni spostandola di reparto,piuttosto che lasciarla a casa.
Verissimo e giustissimi: siccome a quel punto ero io di troppo "Ciao Ciao Krs!".
In teoria ci potrebbe anche stare.

Peccato che 15 giorni (è bene evidenziarlo né mesi,né anni: GIORNI, il perché lo capirete dopo) dalla scadenza del mio contratto arrivasse per la mia azienda un fatturato mensile record.
In questi casi (con logiche Feudali) l'azienda, "magnanima", apre il maniero ai servi della gleba, nel senso che decide di assumere qualcuno.

"Peccato?" dirà qualcuno. "Il Krs è scemo? E' una buona occasione per sistemarsi no?"

Vero: peccato (lo ripeto) perché (in virtù delle logiche da P.R delle quali parlava il mio collega) abbiano offerto il contratto per un lavoro STABILE...alla stagista arrivata lì nel mio ufficio da un mese (leggi 15 giorni prima che restassi a casa io).

No comment (bella frase per un blog).
Lascio tutto a chi legge
Krs

Colonna Sonora: The Clash - White Riot (da The Clash 1977) Watch & Listen

martedì 23 ottobre 2007

Si parte?



Ebbene sì, ci proviamo.

Rimanda oggi rimanda domani iniziamo oggi. Non c'è un santo di riferimento, nè un tocco di 3 0 5 e tutta quella adorata numerologia

L'anniversario di oggi? Più che morti e disastri non ce n'è...

Un cacchio.

Evabbè, iniziamo a riassumere la mia vita:

1) Amore: un disastro.
Lei, con cui almeno i rapporti erano quantomeno amichevoli e affettuosi, s'è sottratta pure a questi. Con mille buone ragioni,claro. Ma mi piacerebbe cambiassero un tantino le cose, a qualsiasi livello di rapporti s'intende.
Volere è potere, diceva qualcuno. Evidentemente in amore non vale, almeno non per me.

2) Lavoro: idem
Niente di niente. Colloqui promessi e mai arrivati e colloqui arrivati con nessuna promessa (leggi risposta). A volte mi domando, nel vedere gli italici stipendi, chi me l'abbia fatto fare di spararmi anni d'università per una laurea con lode e con l'unica prospettiva attuale di frequentare una SSIS e,se tutto va benre, fare l'insegnante precario per anni.
Sapere è potere,diceva qualcun'altro. Evidentemente non aveva capito un cazzo e,conseguentemente, nemmeno io.

3) Vita sociale: Vedi sopra.
Al momento le uniche vie di fuga sono i libri e Fuori Orario grazie ai benedetti VCR con Hard Disk (uno acquistato,l'altro vinto) davvero una manna dal cielo in questo periodo.

Va da sé che al momento ho una centrifuga di sabbia al posto del cervello e, ben lungi dal sbroccare definitivamente, al momento ho lasciato a chi mi legge un sacco di domande aperte.

Ben lieto di rispondere.

Ora ho bisogno di qualcosa per dar sollievo ai miei bronchi.

Saluti e Baci
Krs




Colonna Sonora: Hawkwind - Silver Machine (1972) (Watch & Listen)